mercoledì 11 gennaio 2012

2012: perché Vita ancora possa essere


Con un certo ritardo ecco il mio pensiero per il 2012...

Cari tutti,
stiamo per partire verso altri orizzonti lasciandoci alle spalle un anno difficile e sofferto. Lo facciamo, nessuno escluso credo, con un certo timore, ché questo 2012 ci sembra già, se possibili, più impervio e tortuoso.
La paura per il domani, che ci appare sempre meno sereno, sembra essere il sentimento più diffuso che ci accompagnerà.
Non potendo scongiurare gli inevitabili problemi che puntualmente busseranno alla porta di noi tutti quello che spero è che nella difficoltà non trovi mai freno la voglia di comunicare, di cercarsi e di manifestarsi, che nell’appiattimento  generale che ci circonda trovi sempre spazio anche solo un’idea, un progetto, una parola nuova e soprattutto originale, uno slancio che destabilizzi la distorsione del sentire superficiale e omologato.
Io credo che nella consapevolezza della nostra  individualità sia già insita la rinascita e che solo riappropriandoci di noi stessi, riconoscendo ed affrontando le nostre singole responsabilità, potremo dare una schiaffo alla condizione in cui ci troviamo, ladra di futuro, che ci vuole già vinti.
Quindi: che sia l’anno del risveglio di ogni coscienza e della contaminazione di anima con anima, di pensiero con pensiero, di vita con vita.
Perché Vita ancora possa essere.

martedì 10 gennaio 2012

Sull’amore a mio parere (tolto il superfluo)


Non ti amo
per i tuoi occhi
incantatori di sguardi
e nemmeno per la tua voce
ladra di attenzione.
Non ti amo
quando sussulti
per le vittorie e le glorie
né quando al tuo passaggio
scorgo gli altri volgere il capo
come sfiorati
da un soffio divino.
No
per  tutto questo
io non ti amo.
Ma ti amo per quel timido
accenno
di incertezza e paura
che celi quando cadi
-e subito ti rialzi-
per quel modo infantile
che ti porta incurante
a riprendere il passo
-alta la testa
vuote le mani-
verso altre mete
sogni incantevoli
nuove urgenze
e nessuna certezza.
Ti amo per la fiera solitudine
velata e protetta
per la nostalgia
che accarezza i tuoi gesti
per lo stupore
che ancora ti illumina
ad ogni scoperta
- e solo a pensarci
sempre
mi commuove-
Ti amo per il prodigio assoluto
che è la delicatezza antica
che emani
per le profondità abissali
e per le vette impervie
che miracolosamente
ti abitano.
Per questo
ti amo.
Solamente.

venerdì 6 gennaio 2012

Io imparo


Io imparo
ora
liberando
il mio istinto
a trattenere
nelle mani
quello che conta.
Tutto ciò
che resta dentro di me
come sussurro
che mi appartiene
naturalmente
come attitudine vitale
come respiro riflesso.
Io imparo
ipnotizzata
dall’incanto
a riconoscere
chi mi riconosce
e misteriosamente
parla
con la mia stessa voce.
E questa nuova
trasformazione
non mi spaventa più
anche se
mi espone
inesorabilmente.
Ma sono ormai già
-oltre il pensiero
che è calcolo-
sono già
-o di nuovo-
puro sentire
battito e istinto
fluido e anima
corpo e mente.
Sono qui
fuori dal nascondiglio
pronta a rifiorire
di rinnovato splendore
condiviso.



domenica 25 dicembre 2011

Per


Uno slancio
per andare
un motivo
per ri-tornare
uno sguardo
per oltrepassare
il limite.
Mani pronte
per cercare
e ri-conoscersi
nello stupore.
Un posto
per fermarsi
e ri-trovarsi
senza più
perdersi.
Un salto
smisurato
per chissà dove
trattenendo
il fiato
ad occhi
chiusi
assaporando
il profumo
di adesso
senza
la smania
del poi.
Una domanda
sospesa
che contiene
già
la risposta.
Presagio
di quiete
voce
sussurrata.
E poi silenzio.





domenica 18 dicembre 2011

Non più salva


Quando poi
mi sono creduta
protetta
certa del mio
nuovo sentire.
Quando poi
ho dato per avvenuta
la trasformazione
del sentimento.
Quando poi
pensare
-amare-
mi appariva
come idea
lontana e aleatoria
mentre avevo
concretamente
le mani e il cuore
pieni di affetto.
Quando poi
mi sono sentita
sicura e stabile
indenne
solo allora è tornato
-insieme alle
amate parole-
qualcosa
di  indefinito e potente
che continua
a ri-guardarci.
Allora la distanza
voluta
si è tolta la maschera
e mi è apparsa
nella sua forma di difesa
-non insignificante
e lieve attesa-
Ed ora
non più salva
mi muovo a fatica
in questo
mare nostro
alla ricerca
di una zattera
di coraggio
che mi riporti a riva
-e poi a casa-
Che mi ricomponga
mostrandomi
il vero senso del noi.




domenica 11 dicembre 2011

Una vita fa

Chiusa la porta
dopo aver sciolto
l’abbraccio
-il tuo-
abbandonate le parole
ho chiuso gli occhi.
Immagini in transito
di lacrime
che sgorgavano forte
mi percorrevano.
Solo immagini però
-come desideri abortiti-
tutto era arido in realtà
bloccato.
Neanche una lacrima
venne ad accarezzarmi
-neanche una-
mentre ti lasciavo
allontanare
ed io di dentro
urlavo.
Muta.