E ora che il quadro
pare prendere forma
l’ansia ha iniziato
a lavorare
ai fianchi e al cuore.
Non manca la parola
manca il movimento
la corsa sconfinata
il passo lieve
verso Chissà
in cerca di Dove.
Invisibile e impaurita
immobile e colpevole
-senza causa apparente-
manco io
forse
nel disegno.
E’ questo
l’effetto
imprevisto.
Tutto qui.
Scrivere per disinfettare le ferite. Per ricucire l'anima. Per tonificare il cuore. Tutto qui.
sabato 24 marzo 2012
giovedì 22 marzo 2012
Silenzio
Rispettare il silenzio
-il mio non saper dire-
che anticipa
il gesto
la parola
il senso.
Rispettare il silenzio
che è premessa
a me
al nodo sciolto
alle vele alzate
al flusso rinnovato.
Essere leggera
ora
-solamente-
e poi
con calma
partire.
-il mio non saper dire-
che anticipa
il gesto
la parola
il senso.
Rispettare il silenzio
che è premessa
a me
al nodo sciolto
alle vele alzate
al flusso rinnovato.
Essere leggera
ora
-solamente-
e poi
con calma
partire.
martedì 6 marzo 2012
Preludio
Silenzio
riempio il buio
con i ricordi
cadono
petali profumati
dal cielo
-mi pare -
mi appare.
Oltre la linea
misera
del mio sguardo
qualcosa
brilla
indefinito
ma limpido.
Sei tu a chiamare
e la tua voce
è qui
di nuovo.
I tuoi occhi vivi
mi sorridono
ancora
e nel sonno
che giunge lieve
sento la tua mano
accarezzarmi
la fronte
e la buonanotte
è un invito
a non smettere
a non rinunciare.
Arriverà con il mattino
il mio saluto
-non ultimo-
il mio arrivederci
perpetuo
nei sentieri dell'anima.
riempio il buio
con i ricordi
cadono
petali profumati
dal cielo
-mi pare -
mi appare.
Oltre la linea
misera
del mio sguardo
qualcosa
brilla
indefinito
ma limpido.
Sei tu a chiamare
e la tua voce
è qui
di nuovo.
I tuoi occhi vivi
mi sorridono
ancora
e nel sonno
che giunge lieve
sento la tua mano
accarezzarmi
la fronte
e la buonanotte
è un invito
a non smettere
a non rinunciare.
Arriverà con il mattino
il mio saluto
-non ultimo-
il mio arrivederci
perpetuo
nei sentieri dell'anima.
Isole
E in fondo
siamo isole
tutti quanti
parole non dette
risposte sbagliate
corrispondenze disattese.
Al confine tra l'anima
e il respiro che manca
prima del silenzio
-che è muro-
ci vorrebbe uno scivolo
sul quale far scorrere
un gesto vero
un attimo infinito
di unione
da costa a costa
per permettere
la perlustrazione.
Questo basterebbe
a dare un senso
pieno di condivisione
anche se in mezzo
sempre resterebbe
il mare
ma navigabile
come una sfida
come un confronto.
Questo basterebbe
tutto il resto è niente
è vano volo
verso lidi
inesistenti.
siamo isole
tutti quanti
parole non dette
risposte sbagliate
corrispondenze disattese.
Al confine tra l'anima
e il respiro che manca
prima del silenzio
-che è muro-
ci vorrebbe uno scivolo
sul quale far scorrere
un gesto vero
un attimo infinito
di unione
da costa a costa
per permettere
la perlustrazione.
Questo basterebbe
a dare un senso
pieno di condivisione
anche se in mezzo
sempre resterebbe
il mare
ma navigabile
come una sfida
come un confronto.
Questo basterebbe
tutto il resto è niente
è vano volo
verso lidi
inesistenti.
domenica 12 febbraio 2012
Sola
Fare
chiarezza
dentro
respiro
dopo respiro
foglio
dopo foglio
nero su
bianco.
Riconoscere
l’intima
volontà
e saperla
mostrare
a me
stessa
senza
finzione
prima
del gesto
che la
confonda.
Prima
del bacio
sospeso a
mezz’aria
della
parola
attesa e
sussurrata
delle
mani
sfiorate
e abbandonate.
Prima
del no
che sono
così
abile a dire
prima
del sì
che
considero
eventualmente
per poi
quasi
sempre
negare.
Vorrei
decifrare
l’enigma
che sono
e
intonare
un canto
al forse
alla
possibilità
al
tentativo
all’incerto.
Prima
che
arrivi la
notte
a
chiudermi
gli
occhi
e a incartarmi
il
cuore.
Lasciandomi
lì
senza lacrime
né sorrisi.
Sola.
sabato 4 febbraio 2012
Preparando il materiale per il nuovo libro
72 pagine,
circa 100 poesie scritte di giorno e di notte.
Senza smettere
di fare conti, preparare caffè, programmare le serate del Pentesilive, leggere
e fotografare.
Ma
soprattutto senza smettere di amare.
Mai.
Grazie a
Silvia, solamente.
Silvia
che sapeva.
Silvia
che sa.
Silvia
che continua ad essere qui con me.
Germana.
giovedì 2 febbraio 2012
Miracoli (pensando a Wislawa Szymborska)
Passano i giorni
passano
e noi in attesa
che il miracolo
si palesi
e ci benedica.
Banalmente
aspettiamo
e solo
a intermittenza
ci accorgiamo
che il miracolo
è già intorno
è qui
è noi.
Sono miracolo
i minuti preziosi
le ore luminose
di presente colme
e di incerto futuro
già profumate.
E’ miracolo
la voce
con la quale
sussurriamo
amore
o gridiamo
il nostro no.
È miracolo
la mano
che accarezza
e poi apre
il suo orizzonte
regalando
l’abbraccio.
E’ miracolo
la partenza
che è già
in sé ritorno
il passo incerto
che muove
l’esistenza
nel cerchio
verso
il nostro destino
unico
ma universale.
Ed è miracolo
la poesia
potente
e maestosa
fragile
e delicata
capace
di unire mondi
e di dare un senso
anche al doloroso
e assurdo teatrino che
a volte pare essere
la vita.
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